#iBelieveInWomen: ERIKA MONTEFINESE, videomaker del duo “The Wedding Tale”

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The Wedding Tale è un duo composto dalla videomaker Erika Montefinese e dalla fotografa Alice Saltini.
Ho conosciuto queste giovani ragazze qualche anno fa a The Love Affair e di entrambe mi hanno colpito la grinta e la professionalità.
Vi ho già presentato Alice (potete leggere qui la sua intervista per #iBelieveInWomen), e oggi è il turno di Erika!
Vi lascio alla sua storia, che un giorno si è incontrata ed intrecciata con quella di Alice, dando vita a The Wedding Tale.

valentina crociani

Erika, in cosa consiste il tuo lavoro?
Sono la “metà videografica” di The Wedding Tale.
Sono un’eterna sognatrice, con la testa tra le nuvole ma i piedi per terra e in continuo movimento, completamente innamorata della complicità.
Per come sono, non avrei potuto fare altro, se non raccontarla. In ogni sfumatura, in ogni gesto, in ogni parola.
Il mio film preferito è Love Actually (battuto negli ultimi anni, ma proprio per pochissimo, solo da About Time).
Mi sono riconosciuta completamente nel monologo iniziale, e non ho potuto fare a meno di sentirlo un po’ mio: “Ogni volta che sono depresso per come vanno le cose al mondo, penso all’area degli arrivi dell’aeroporto di Heathrow.
È opinione generale che ormai viviamo in un mondo fatto di odio e avidità, ma io non sono d’accordo.
Per me l’amore è dappertutto. Spesso non è particolarmente nobile o degno di note, ma comunque c’è: padri e figli, madri e figlie, mariti e mogli, fidanzati, fidanzate, amici.
Quando sono state colpite le Torri Gemelle, per quanto ne so nessuna delle persone che stavano per morire ha telefonato per parlare di odio o vendetta, erano tutti messaggi d’amore.
Io ho la strana sensazione che – se lo cerchi – l’amore davvero è dappertutto.”

Come è iniziata questa avventura e come sei arrivata fino a qui?
Quando ero più piccola desideravo diventare un’Art Director pubblicitaria, immaginavo di realizzare spot e rimanevo con il naso incollato per ore a guardare i video realizzati per Sky, Ikea, Volkswagen.
Poi, a 23 anni, rientrata da qualche mese post laurea in Inghilterra, ho avuto l’occasione di realizzare con un’amica dei video per un paio di matrimoni inglesi in Liguria.
All’epoca mi sembrava un’impresa colossale poi, piano piano, matrimonio dopo matrimonio, mi sono resa conto che dietro la fotocamera prima, e davanti allo schermo poi, mi sentivo sempre di più nel posto giusto, nel mio posto.
Ho capito che volevo provarci. Dovevo provarci!
Lo dovevo a me, e ai più begli anni della mia vita, quelli dell’università. Lo dovevo alla mia grande doppia incredibile e meravigliosa famiglia.
Dovevo seguire l’istinto e il cuore. E buttarmi.
Poi, durante un periodo un po’ nero, mentre stavo lavorando ad un matrimonio bellissimo, ho conosciuto Alice. Io facevo il video e lei le foto.
Due estranee, gli stessi occhi: santa fortuna, o destino… Non lo sapremo mai.
Ma un mese dopo le ho parlato del mio progetto, della voglia di fare qualcosa di mio, che è immediatamente diventato qualcosa di “nostro”.
The Wedding Tale è nato così, in maniera estremamente naturale. Come se aspettasse soltanto di nascere.
Ed è entrato prepotentemente nelle nostre vite.
In un certo senso ci ha tolto tanto e ci ha dato tanto allo stesso tempo.
Ci siamo poste fin dall’inizio piccoli grandi obiettivi. Raggiungibili e gratificanti.
Obiettivi che ci fanno crescere giorno per giorno, anno per anno, con la consapevolezza che, senza l’altra, The Wedding Tale non esisterebbe.

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Il tuo lavoro in tre aggettivi.
Emozionante (sfido a non piangere di fronte alle spose che ballano con i propri papà), gratificante (quando a piangere sono le tue spose, di fronte al video che hai realizzato per loro), e parecchio divertente.

Cosa, più di tutto, ti gratifica?
I rapporti interpersonali che, inevitabilmente, si creano.

Cosa ti ha spinta ad intraprendere questa avventura?
La determinazione nel fare qualcosa che sentissi totalmente mio, che parlasse di me, ma che al tempo stesso potesse essere importante anche per gli altri. E anche un po’ di incoscienza forse.

Quali difficoltà hai incontrato all’inizio e come le hai superate?
Non credo di poter fare un elenco a punti riguardo le difficoltà incontrate. Ce ne sono state sì, e continuano ad esserci. L’importante è non lasciarsi scoraggiare da esse, ma affrontarle. Analizzarle e comprendere come si possono superare. Perchè sì, si possono superare. L’importante è aver ben chiaro questo.

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Quale grande obiettivo hai raggiunto e come lo hai ottenuto?
Tra i più grandi obiettivi raggiunti ci sono la partecipazione a The Love Affair (uscita dalla prima edizione come visitatrice, mi ero messa in testa che l’anno dopo saremmo dovute essere lì anche noi) e alcuni matrimoni stranieri in giro per tutta Italia.
Il prossimo obiettivo è la Francia. Un matrimonio in Provenza. E sono sicura che quello dopo ancora sarà un matrimonio in Norvegia. Scozia. Irlanda. Insomma, di anno in anno, di Paese in Paese.
Credo che alla fine più di tutto sia stato questo a spingermi ad intraprendere questa avventura.
Non solo l’importanza che l’amore ha sempre avuto per me nella vita, ma anche la necessaria volontà di viaggiare il più possibile. Di fare qualcosa per gli altri ma anche per me, di scoprire.

E l’errore più grande? Come l’hai superato e cosa hai imparato?
L’errore più grande è forse stato quello di non imparare a gestire da subito quello che faccio seguendo degli orari.
All’inizio non esistevano sere, weekend, festività.
C’era solo da lavorare duramente. Per crescere e farci conoscere il più possibile.
Ho imparato a mie spese che sì, non bisogna mai lasciare la presa e impegnarsi fortemente, ma con i giusti tempi e i giusti spazi.

Che consiglio dai a chi vorrebbe intraprendere la tua stessa professione?
Credo che questa sia la cosa più difficile da comprendere, ma è assolutamente il primo consiglio che mi sentirei di dare a chiunque voglia intraprendere la mia stessa strada: fissare un obiettivo da raggiungere e impegnarsi con tutte le proprie forze, ma rispettando ciò che di più importante abbiamo, il tempo. Sembrerà un’enorme banalità, ma è invece una realtà durissima.

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Come ti vedi tra cinque anni?
Nella meravigliosa casetta bordeaux di Portobello Road. Sempre e comunque in viaggio per piacere e per lavoro.

Hai rinunciato a qualcosa per il lavoro?
Alle ferie (si può dire?) per un paio di anni. Scherzi a parte, le rinunce sono inevitabili. Bisogna semplicemente prendere coscienza di ciò per cui vale la pena andare avanti sulla propria strada.

Avere successo è…
Essere felice a tal punto da sentirmi leggera. Riconoscere il sorriso complice che risponde sempre al mio. Fiero di quello che ho fatto; fiero di quello che abbiamo fatto insieme.

Mettersi in gioco è…
Essere completamente terrorizzati e, nonostante questo, provarci comunque. Perché, alla fine, sai che è esattamente ciò che devi fare. Senza scuse, senza “se” e senza “ma”. Mettersi in gioco è buttarsi.

Oggi, cosa diresti alla Erika di 20 anni?
Devi buttarti per essere felice.

E a una giovane donna di 20 anni?
Esattamente la stessa cosa: devi buttarti per essere felice.

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    • Luogo di nascita: Genova.
    • Classe: 1989.
    • Segno zodiacale: Acquario.
    • Tre aggettivi che ti rappresentano: Sognatrice, curiosa, viscerale, testarda (a tal punto che anche se gli aggettivi dovevano essere tre non ho potuto fare a meno di mettere il quarto).
    • La citazione che ti rappresenta: La felicità è reale solo quando è condivisa.
    • Il miglior consiglio ricevuto: “Hai 20 anni. Oggi scegli con chi vuoi essere felice”. Me lo ha detto mia mamma.
    • Il libro importante: “Lost in translation – cinquanta parole irrintracciabili dal mondo” di Ella Frances Sanders.
    • La coccola irrinunciabile: Un abbraccio.
    • Una donna con cui vorresti andare a cena e perché: Mia zia, per raccontarle come me la sono cavata negli ultimi 16 anni.

Se volete conoscere meglio Erika e il suo lavoro, la trovate su: www.theweddingtale.it

Licenza Creative Commons
Quest’opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 3.0 Unported.

Valentina Crociani

Wedding blogger e giornalista. Celebro storie belle e condivido ispirazioni su matrimoni e lifestyle.

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