#iBelieveInWomen: ANNA TURCATO

ANNA TURCATO, VALENTINA CROCIANI, FASHION

Prendi una ragazza quasi mia coetanea, comincia – per caso – a seguirla sui social, notane l’impegno e, con il passare del tempo, riconoscine i traguardi. Conoscila – sempre per caso (ma, poi, il caso esiste davvero?) ed ascoltane i sogni e la storia, e lasciati anche affascinare dal lavoro che si è scelta, e dalla passione con cui porta avanti i suoi obiettivi.
Lei è Anna Turcato, image consultant e style strategist. Ha 35 anni, è sposata da uno e questo è il resoconto della stimolante chiacchierata che ci siamo fatte poco tempo fa.
Buona lettura!

Anna, in cosa consiste il tuo lavoro?
Mi occupo di consulenza di immagine e, in pratica, aiuto le persone a raccontare in maniera coerente la propria personalità. Sono stata la prima style strategist in Italia e lo scopo del mio lavoro è riuscire a valorizzare al meglio attraverso l’immagine ciò che una persona è. Tutto sta nel trovare il proprio stile non per mascherarsi ma, al contrario, per svelarsi. Soprattutto nei primi attimi di conoscenza, che sono i più importanti perché influenzano i nostri interlocutori, è fondamentale mostrare se stessi dando rilievo a ciò che si è realmente; questo aiuterà ad instaurare relazioni più proficue. Sembra un argomento futile, invece si tratta di un vero e proprio processo introspettivo che spesso porta le persone a tirare fuori lati di sé che neanche conoscevano o immaginavano di possedere.
Cosa, più di tutto, ti gratifica?
Le persone felici e soddisfatte di ciò che vedono allo specchio al termine del lavoro svolto assieme. Molti, a processo ultimato, mi inviano foto in cui finalmente si rispecchiano e si sentono più belli, ringraziandomi per averli aiutati a trovare i colori che più li valorizzano e che sentono propri, o il giusto modo di fare shopping. Capisco allora di essere stata utile, e ne sono contenta.

Come hai deciso di intraprendere questa attività?
Dopo la laurea in Scienze della comunicazione, ho lavorato per sette anni come buyer in un’azienda di moda. Stavo bene e lavoravo con passione, ho imparato tantissimo, avevo un buon ruolo ed un contratto a tempo indeterminato, ma sentivo che non ero libera di esprimermi al 100%. Il mio lavoro richiedeva attenzione per l’altra persona, il mettermi nei panni di un target già definito per analizzarne desideri e bisogni, e questo esercizio mi è certamente servito per il lavoro che svolgo ora. Questo bagaglio di esperienza, unito al fatto che mi è sempre piaciuto giocare con la moda, stando sempre molto attenta a trasmettere un’immagine coerente e a creare gli abbinamenti giusti per raccontarmi, mi ha fatto molto riflettere. Ed ho capito che quello che fino ad allora avevo vissuto solo come un hobby poteva diventare un lavoro in cui avrei potuto esprimere tutta la mia personalità. Così, assieme a mio marito, mi sono trasferita a Venezia, un posto fuori dalla realtà per fare un lavoro un po’ fuori dalla realtà. E ne sono molto felice.
Dove trovi ispirazione per ciò che fai?
Da tutto. Ho sempre il cervello acceso e le orecchie e gli occhi bene aperti. Colgo le sfumature, magari mentre sto camminando o guardando la TV, e le connetto fra loro. Uno dei miei mantra è la famosa frase “Only connect” di E.M. Forster in Casa Howard, ma è anche una mia grande peculiarità, certamente imprescindibile per il mio lavoro.
Quale grande obiettivo hai raggiunto e come lo hai ottenuto?
Essere arrivata fin qui con le mie sole forze e senza alcun tipo di agganci. Ho raggiunto da sola ogni piccolo risultato, restando fedele a me stessa. Ho inoltre scelto di non vivere a Milano, in cui è possibile crearsi la propria lista di contatti più velocemente e anche più facilmente perché offre una miriade di eventi del settore a cui poter partecipare. Da Venezia, faccio certamente molta più fatica, quindi mi ritengo ancora più soddisfatta dei risultati che ho ottenuto. Anche il dover rispondere in prima persona di tutto, nel bene e nel male e senza i filtri intrinseci ad un’azienda, all’inizio è stato molto difficile, ma anche estremamente stimolante.
E l’errore più grande? Come l’hai superato e cosa hai imparato?
Mi piacerebbe poter piacere a tutti. Mi sforzo di farlo e continuo ad impegnarmi per costruire buoni rapporti con le persone, soprattutto quelle con cui il feeling si sente subito, a pelle. Ma la verità è che piacere a tutti è impossibile, e preoccuparsi che questo non avvenga può diventare una dispersione di energie non indifferente. È un errore che ho fatto spesso, ma poi ho imparato a non farmi influenzare dalle opinioni negative altrui, di cui ho deciso di far tesoro solo se sono costruttive.

Quali competenze e quali aspetti attitudinali ritieni siano necessari per fare bene il tuo lavoro?
Curiosità, altrimenti non si va da nessuna parte. E passione per la moda, intesa come mezzo di comunicazione per interpretare la propria personalità. Ma anche tanta sensibilità, poiché spesso si lavora con i punti deboli delle persone, che dobbiamo mitigare per valorizzare quelli forti. Infine, bisogna avere carattere: mai limitarsi ai diktat della moda, ma imparare a giocarci accompagnando i nostri clienti, senza imporre la nostra visione, ma aiutandoli a trovare la propria.
Che consiglio daresti a chi vorrebbe intraprendere la tua stessa professione?
Studiare tantissimo e non improvvisare. E stare con gli occhi bene aperti, che significa non fermarsi ai numeri e ai marchi, ma capirne il racconto che c’è dietro, per lavorarci con consapevolezza.
Cosa ti ha insegnato questo lavoro?
A non dare mai nulla per scontato. Pensavo fosse facile anche per gli altri, così come lo è per me, abbinare i vestiti e i colori, quasi fosse un gioco come Gira la moda, che spopolava quando ero bambina. Invece le persone che si rivolgono a me hanno bisogno di essere accompagnate nel raccontarsi al meglio e a piccoli passi. È come imparare una lingua straniera: serve lasciare il giusto tempo per fare proprie le nozioni, per poi sperimentarle da sé.

Come ti vedi fra cinque anni?
Spero con un(a) assistente, mamma e piena di felicità per quello che sto facendo.
A cosa hai rinunciato per il lavoro?
A molto tempo libero. Non timbro più il cartellino, ma sono impegnata anche la sera e nei week-end, soprattutto con la testa. Ho un marito molto comprensivo che, assieme alla mia famiglia d’origine, mi ha sempre supportato spronandomi ad andare avanti: ha creduto più lui in me di quanto ci credessi io. Al momento siamo felici di questo equilibrio ma quando avremo un figlio si vedrà. A seguito di questo cambio di vita radicale, ho anche dovuto rinunciare alla frequenza con cui interagisco con le amiche (soprattutto se utilizzano poco i social network). Molte lo hanno compreso, e non me lo fanno pesare.
Avere successo è…
Svegliarsi ogni mattina ed essere felici di ciò che si farà della propria giornata lavorativa, come scrivere un post o preparare la documentazione per un cliente.
Mettersi in gioco è…
Prendere i propri limiti, guardarli e dire loro: “Vi supererò e non sarete voi a fermarmi”.
Come ti vuoi bene?
Mi sono imposta di staccare completamente per almeno qualche ora alla settimana. Vado in bici, nuoto, faccio una passeggiata.
Oggi, cosa diresti all’Anna di 20 anni?
“Andrà tutto come vorrai, senza che nulla vada come ti aspetteresti”. È andata proprio così, nonostante sia sempre stata un po’ ansiosa ed estremamente pianificatrice. Tutto ciò che ho fatto nella vita mi è servito e mi ha portata qui. Quindi direi anche: “Nel dubbio, fai!”.
E a una giovane donna di 20 anni?
Studia e non dare mai nulla per scontato. Non essere superba, ma non farti neppure mettere i piedi in testa. Quando sei agli inizi non vergognarti di arrotondare facendo anche altro ma rimani sempre concentrata su ciò che ti piace davvero fare. Prima o poi verrai pagata proprio per fare ciò che faresti gratis, se lo fai con passione. E non dimenticare che l’immagine che diamo racconta di noi più di quanto pensiamo: dobbiamo esserne consapevoli perché fa la differenza (ad esempio, può aiutarci ad essere scelti per un lavoro).


IDENTIKIT: Anna Turcato

  • Luogo di nascita: Cittadella (Padova)
  • Classe: 1980
  • Segno Zodiacale: Sagittario
  • Tre aggettivi che ti rappresentano: Curiosa, passionale, sorridente.
  • La citazione che ti rappresenta: “Interpreta la moda con la tua personalità”. È il mio motto.
  • Il miglior consiglio ricevuto: “Fai quello che ti piace, e non ciò che pensi possa portarti soldi. Se c’è la passione, i soldi arrivano”. Me lo ha detto mio padre quando dovevo iscrivermi all’università, e aveva ragione.
  • Il libro importante: Lessico familiare” di Natalia Ginzburg e “Memorie di una ragazza per bene” di Simone De Beauvoir, ma anche “Shocking life”, l’autobiografia di Elsa Schiaparelli. Mi piacciono le storie di quelle donne che avevano un obiettivo e hanno fatto in modo di perseguirlo.
  • La coccola irrinunciabile: Leggere (non ho mai tempo per farlo, anche se è una cosa che amo) e struccarmi ogni sera, con calma e cura. Poi, almeno una volta al mese, mi regalo un accessorio fashion, qualcosa che personalizzi il mio look, come un cerchietto o un paio di orecchini.
  • Una donna con cui vorresti andare a cena e perché: Michelle Obama. Comunica benissimo con la sua immagine. Ti avrei detto anche la Regina Elisabetta, che si mette molto in gioco. Mi farei dare un sacco di consigli sui colori, e le parlerei delle slides che utilizzo ai miei corsi, portandola ad esempio. Ma temo che non riuscirei a parlarle dall’emozione!

Photo credits: Beatrice Mancini

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Valentina Crociani

Wedding blogger e giornalista. Celebro storie belle e condivido ispirazioni su matrimoni e lifestyle.

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