#iBelieveInWomen: FRANCESCA MANICARDI, interprete e traduttrice

Sono molto contenta di raccontarvi la storia di Francesca Manicardi, perché ha molti aspetti in comune con la mia, quindi mi sento molto vicina alla sua esperienza.
Anche lei ama spassionatamente le lingue, anche lei, fresca di laurea, si è messa in gioco provando l’esperienza aziendale, per poi seguire il proprio istinto e le proprie attitudini e trovare “un suo spazio” in cui potersi esprimere.
Ed è stata proprio una buona scelta: oggi Francesca è una professionista felice e soddisfatta del proprio lavoro, ha già raggiunto molti traguardi e sta lavorando sodo per ottenerne di nuovi.
Ecco la sua storia!

valentina crociani

Francesca, in cosa consiste il tuo lavoro?
Sono Francesca, e ho una passione smisurata per le lingue straniere.
Lavoro con le lingue in tutte le declinazioni possibili: traduco testi specializzati e tecnici in italiano, faccio da interprete durante fiere, eventi, meeting aziendali e presentazioni di libri, revisiono testi scritti o tradotti in italiano, insegno in scuole, associazioni culturali e aziende, scrivo e curo contenuti per il web.
Di solito mi presento dicendo che quella con le lingue è una lunga storia d’amore, e in effetti è proprio così.
Sono nata in Italia e la curiosità verso altri modi di comunicare le altre culture mi ha spinto a studiare inglese, francese, tedesco e spagnolo.
Con il mio lavoro voglio trasmettere questa mia passione, aiutare chi fatica ad apprenderle o chi proprio non le capisce: con la mia voce, le mie parole, i miei sorrisi.
Inoltre, di recente ho inaugurato un progetto che mi sta molto a cuore, il Freelance Lab: un percorso di mentoring e tutoraggio per aspiranti libere professioniste.
Questa è la mia ultima scommessa.

Come è iniziata questa avventura e come sei arrivata fino a qui?
Già all’università sapevo che una volta laureata avrei aperto la partita iva, ma quando mi sono trovata con la pergamena in mano ho avuto paura e ha prevalso il senso pratico.
Dopo aver assaporato l’indipendenza durante i mesi di Erasmus in Germania, infatti, volevo iniziare subito a guadagnare e risparmiare per riuscire ad andare a vivere da sola.
E così ho accettato, a due mesi dalla laurea, il primo lavoro da dipendente, con un “meraviglioso” contratto a progetto che si rinnovava di tre mesi in tre mesi.
Durante questo periodo ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da tutto il mondo e “vivevo” le lingue nel quotidiano: in ufficio si parlava contemporaneamente italiano, inglese, tedesco, francese, spagnolo, polacco.
Però mi occupavo di reclami di garanzia, non traducevo e non interpretavo. Oltre a non avere grandi prospettive di crescita professionale.
Così, ho iniziato a guardarmi intorno per trovare quantomeno un contratto più stabile, e ho accettato di lavorare nell’ufficio commerciale di una piccola azienda nel settore ceramico.
Ma fin da subito mi resi conto che quello non era un lavoro per me.
Mi annoio facilmente, e svolgere sempre le stesse mansioni, tutti i giorni, per me era diventato alienante. In più non mi piaceva proprio il tipo di lavoro, stavo fuori casa gran parte della giornata e non riuscivo mai a vedere il mio compagno, nonostante vivessimo insieme, perché i nostri orari erano incompatibili.
Quando ho provato a parlare in famiglia della mia voglia di licenziarmi, mi hanno presa per pazza: “Come puoi lasciare un contratto a tempo indeterminato con i tempi che corrono?”.
Ma, essendo io testarda, ho dato le dimissioni e ho iniziato a studiare come fare ad avviare un’attività da libera professionista tutta mia. Era il 2013, l’anno successivo ho aperto partita iva e nel 2015 è nata Punto F: una nuova me.

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Il tuo lavoro in tre aggettivi.
Dinamico, sorprendente, magico.

Cosa, più di tutto, ti gratifica?
Fare quello che mi piace. Ricercare il termine giusto da usare in un determinato contesto, a volte in simultanea perché ti trovi tra due persone che stanno contrattando, mi emoziona ogni volta come fosse la prima.
E poi il fatto di poter scegliere su quali progetti lavorare, poter dire di no a quelli che non sento miei, riuscire ad essere indipendente e potermi permettere qualche sfizio ogni tanto è una grande soddisfazione.

Cosa ti ha spinta ad intraprendere questa avventura?
Non mi sono mai vista fare altro se non questo.

Quali difficoltà hai incontrato all’inizio e come le hai superate?
Le difficoltà all’inizio sono tante e uno nemmeno se le immagina!
Il timore di non essere all’altezza e di non farcela, di non riuscire a guadagnare abbastanza per pagare le tasse, di fare brutte figure. Ma anche questioni pratiche, come fare una fattura o un preventivo, riuscire a trovare clienti interessanti e gestire i ritardi nei pagamenti.
Questi sono i motivi che mi hanno portata ad avviare il progetto del Freelance Lab, un percorso di mentoring e tutoraggio per aspiranti traduttrici libere professioniste.
In più, ho poca pazienza e vorrei vedere subito i risultati del mio lavoro, ma ho dovuto ridimensionare le mie aspettative: mi ci sono voluti due anni per vedere i primi risultati duraturi, ammortizzare gli investimenti iniziali e riuscire a respirare un po’.
E poi, si sa, il freelance non può mai permettersi di adagiarsi sugli allori, è sempre un cercare di reinventarsi, ideare qualcosa di nuovo, cambiare rotta.
Ma è proprio questo il bello!

Quale grande obiettivo hai raggiunto e come lo hai ottenuto?
La fondazione di Punto F e della mia brand identity. Mi sembrava una cosa da “grandi”, da multinazionali, e quando ho visto il sito online con il mio logo non potevo crederci.
E poi il Freelance Lab: all’inizio credevo fosse una cosa solo nella mia testa, invece il riscontro di colleghi e aspiranti libere professioniste mi ha smentita – per fortuna!

E l’errore più grande? Come l’hai superato e cosa hai imparato?
Anni fa, quando ancora lavoravo da dipendente e traducevo in parallelo, ho accettato un incarico più grande di me, delle mie capacità e del tempo che avevo a disposizione.
In più, era il periodo in cui in Emilia si “ballava” in continuazione a causa del terremoto, e questa circostanza mi ha messo davvero in difficoltà.  Lavorare quando tutto trema non ti permette di restare concentrata, avevo buona parte della mia famiglia nelle zone colpite dal terremoto e avevo mille pensieri e preoccupazioni.
Non ho saputo gestire il progetto, le mie emozioni e le difficoltà di quel momento, facendo una figuraccia con la persona che mi aveva commissionato il lavoro, bruciandomi un contatto importante e sentendomi addosso tutto il fallimento del mondo.
Non l’ho superato, nel senso che non sono riuscita a porvi rimedio, ma ho imparato che devo ascoltarmi di più, che a volte basta chiedere aiuto e ammettere le proprie difficoltà per essere aiutati e che fingere di avere tutto sotto controllo quando non è così non è una buona cosa.
Oggi cerco di tenere conto degli eventuali imprevisti, di stimare in principio i tempi che ogni progetto richiede e calcolare un “margine di errore”: questo mi ha aiutato ad evitare di ripetere errori come quello, ma credo che la miglior scuola sia stata proprio quell’esperienza negativa.

Che consiglio dai a chi vorrebbe intraprendere la tua stessa professione?
Di buttarsi.
A volte siamo noi stesse che ci autosabotiamo, pensando di non essere abbastanza brave, preparate, giovani, esperte.
Non sempre le cose vanno come vorremmo o avevamo programmato – anzi, quasi mai – ma se non tenti non potrai mai sapere come sarebbe andata.

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Come ti vedi tra cinque anni?
Non ne ho idea! Spero di continuare a fare questo lavoro ancora a lungo – d’altronde sono solo all’inizio! – ma di circondarmi anche di altri progetti paralleli, belli e stimolanti.

Hai rinunciato a qualcosa per il lavoro?
A volte mi vedo costretta a lavorare nei week end per tenere il passo.
In certi periodi, per fortuna sempre brevi, mi rinchiudo in casa per giorni, non esco neppure per fare la spesa.
A risentirne è la famiglia e gli amici, ma sto cercando di migliorare questo aspetto organizzandomi meglio.

E per la famiglia?
Per andare incontro agli orari di mio marito, di solito il mercoledì o il giovedì cerco di tenermi libera almeno mezza giornata per poter passare del tempo con lui.
Sono il nostro week end, perché lui lavora di sabato e domenica.

Avere successo è…
Andare a letto la sera stanca morta ma con il sorriso sulle labbra ed essere felice di quello che ho fatto durante la giornata.

Mettersi in gioco è…
Alzare sempre la propria asticella, dare una chance ad ogni idea nuova, uscire dai propri schemi e dalla propria comfort zone.

Oggi, cosa diresti alla Francesca di 20 anni?
Fidati del tuo istino e raggiungerai i tuoi obiettivi.
Viaggia più che puoi, trasferisciti all’estero, e fai sport!

E a una giovane donna di 20 anni?
Abbi fiducia in te stessa, circondati di persone che ti supportano e incoraggiano, viaggia, studia almeno un’altra lingua oltre all’inglese, fai esperienza all’estero, vai a ballare ogni volta che puoi!
Pratica qualche sport: non puoi nemmeno immaginare come cambia il metabolismo dopo i trenta!

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    • Luogo di nascita: Carpi, in provincia di Modena.
    • Classe: 1985.
    • Segno zodiacale: Scorpione.
    • Tre aggettivi che ti rappresentano: Dinamica, impulsiva, sensibile.
    • La citazione che ti rappresenta: We’re all mad here”.
    • Il miglior consiglio ricevuto: Provaci, mal che vada ripartirai da dove sei ora
    • Il libro importante: l’”Odissea”. Quando ce lo fecero leggere al liceo non riuscivo a capirlo e mi sentivo stupida. L’ho ripreso in mano qualche anno fa in vacanza in Grecia e l’ho divorato in due giorni. Ci sono libri che semplicemente non vanno letti a comando, ma solo quando si è in grado di comprenderli e apprezzarli. Io, evidentemente, ci ho messo più di dieci anni per arrivare a quel punto, ma poi che soddisfazione!
    • La coccola irrinunciabile: Una tazza di tè bollente, a tutte le ore del giorno e in qualsiasi stagione. La tisana calda prima di andare a dormire.
    • Una donna con cui vorresti andare a cena e perché: Michelle Obama è troppo ambizioso? Vorrei fare il pieno della sua energia.

Se volete conoscere meglio Francesca e il suo lavoro, la trovate su: www.punto-f.com.
Inoltre, Francesca ha riservato PER VOI UNO SCONTO del 10% su tutti i servizi del Freelance Lab: iscrivetevi alla mia newsletter per ricevere il codice da utilizzare!
L’offerta è valida fino al 31 dicembre 2017!

Fotografie: Officine Biancospino.

Licenza Creative Commons
Quest’opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 3.0 Unported.

Valentina Crociani

Wedding blogger e giornalista. Celebro storie belle e condivido ispirazioni su matrimoni e lifestyle.

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2 Comments

  1. Rispondi

    Anna

    10/09/2017

    Brava bellissima intervista!!
    Condivido molti suoi pensieri e la sua energia é quasi contagiosa

    • Rispondi

      Valentina Crociani

      10/09/2017

      Concordo Anna!!
      Grazie mille per essere passata!! <3

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