#iBelieveInWomen: GIOIA GOTTINI, BUSINESS COACH

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Seguo Gioia Gottini da diversi anni (ovviamente, l’ho conosciuta on line!) e non esagero se vi confesso che, nel tempo, ne sono diventata davvero dipendente.
Ogni suo post è per me illuminante, poiché lancia idee, consigli e stimoli davvero utili e chiari per la vita professionale e per il quotidiano (che io non reputo poi così distanti e divisi, anzi!).
Gioia è business coach, moglie di Dario (compagno da anni e marito dallo scorso aprile) e mamma di Elsa e Francesco (detto Ciccillo) di 8 anni e 22 mesi.

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Gioia, in cosa consiste il tuo lavoro?
Mi definisco “coltivatrice di successi” e la mia mission è aiutare le donne che lavorano in proprio ad ottenere il successo che meritano. Lo faccio aiutandole a mettere a fuoco il loro Personal Branding, quindi quello che le rende uniche. Come ci sono arrivata? Sono partita da una certificazione come coach, nel 2010, e poi sono passata attraverso varie “incarnazioni” (tra cui dream coach!) prima di trovare questa dimensione, che amo moltissimo!
Come è iniziata questa avventura e come sei arrivata fino a qui?
Ho una Laurea in Lingue e un Master in Editoria, ma come coach ho iniziato nel 2010, dopo essermi certificata: con la nascita di Elsa ho capito che non volevo un lavoro da dipendente che mi costringesse a stare tutto il giorno fuori casa. Volevo vederla crescere e starle vicino. Sono arrivata fino a qui organizzando molto bene le mie giornate e facendomi aiutare da tutta la famiglia (nonni compresi).
Il tuo lavoro in tre aggettivi.
Stimolante, costruttivo, innovativo.
Cosa, più di tutto, ti gratifica?
La cosa che mi rende più felice è aiutare le donne ad essere indipendenti con il loro lavoro: perché so che se sono in grado di mantenersi possono fare scelte più consapevoli anche nel loro privato, senza dipendere da nessuno.
Cosa ti ha spinta ad intraprendere questa avventura?
La voglia di rendermi utile e condividere quello che avevo scoperto quando mi sono messa in proprio: cosa funziona e come si fa a far crescere un business (magari dovendo anche gestire una famiglia).
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Quali difficoltà hai incontrato all’inizio e come le hai superate?
Soprattutto farmi conoscere: non è facile se esisti sono on line. Per fortuna fin dall’inizio ho capito che era importante fare rete, tanto che ho anche creato un network nazionale per le donne in proprio, Rete al Femminile.
Quale grande obiettivo hai raggiunto e come lo hai ottenuto?
Forse la “cosa” più grande è proprio Rete al Femminile perché sono partita da un tavolino di un bar e sono finita su Facebook stories, selezionata dagli HQ californiani come una delle 15 donne che nel 2015 si sono distinte per un uso empowering dei social media.
Ma ogni mail di ringraziamento che mi arriva da clienti o persone che mi seguono è il migliore obiettivo possibile.
E l’errore più grande? Come l’hai superato e cosa hai imparato?
Credo che l’errore più grande, all’inizio, sia stato cercare di conformarmi e di fare come le altre, per esempio le coach americane che seguo da anni. Alla fine ho capito che la mia unicità è un punto di forza, e che se coltivavo il mio giardino con cura sarebbero arrivati i frutti.
Che consiglio dai a chi vorrebbe intraprendere la tua stessa professione?
Di trovare una motivazione forte e di lavorare molto sulla comunicazione: devi essere in grado di spiegare alle persone come le aiuti, in modo molto pratico e concreto. Infine: i primi 2 anni sono di rodaggio, non scoraggiarti!
Come ti vedi tra cinque anni?
Come adesso ma più riposata (finalmente dormirò tutta la notte!), viaggerò di più, e mi piacerebbe anche andare in giro per l’Italia organizzando retreat e occasioni formative.
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Hai rinunciato a qualcosa per il lavoro?
Dico sempre che quando i bambini sono piccoli devi scegliere di avere solo 2 di queste 5 cose: Carriera, Tempo per la famiglia, Casa in ordine, Vita sociale, Self-Care. Quest’anno ho i primi 2, per il 2017 miro a reintegrare il Self-Care.
E per la famiglia?
La famiglia per me è al primo posto. E’ l’unica cosa davvero insostituibile, e i bambini non saranno tali per sempre.
Avere successo è…
Fare quello che ami, al meglio delle tue capacità, e rendendoti utile agli altri.
Mettersi in gioco è…
Non avere paura di fare le cose come non le fa nessuno.
Oggi, cosa diresti alla Gioia di 20 anni?
Tre cose: 1. hai un naso normalissimo 2. non è Lui quello giusto 3. viaggia come se non ci fosse un domani.
E a una giovane donna di 20 anni?
Metti in fila le tue priorità, proteggi la tua privacy (è preziosa), non fare nulla solo per farti accettare.


IDENTIKIT: Gioia Gottini

  • Luogo di nascita: Torino
  • Classe: 1972
  • Segno zodiacale: Toro
  • Tre aggettivi che ti rappresentano: tranquilla, originale, analitica.
  • La citazione che ti rappresenta: “Coltìvati, ogni giorno”.
  • Il miglior consiglio ricevuto: “Salta, e la rete apparirà”.
  • Il libro importante: il primo che mi ha colpito davvero, in piena adolescenza, è stato “I nutrimenti terrestri” di André Gide.
  • La coccola irrinunciabile: tè o tisana, candela accesa, relax.
  • Una donna con cui vorresti andare a cena e perché: tra le contemporanee Franchesca Ramsey perché amo molto la sua serie Decoded sul razzismo in America (molto illuminante anche visto da qui). Tra le donne del passato Ava Gardner perché era bellissima e intelligente.

Foto: Officine Biancospino

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Quest’opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 3.0 Unported.

Valentina Crociani

Wedding blogger e giornalista. Celebro storie belle e condivido ispirazioni su matrimoni e lifestyle.

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1 Comment

  1. Rispondi

    Francesca

    04/10/2016

    Gioia è speciale!
    Francesca

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