#iBelieveInWomen: MARGHERITA CALATI

MARGHERITA CALATI, valentina crociani, i believe in women, fotografo matrimoni, wedding, engagement session

Ho incrociato Margherita Calati qualche mese fa, mentre ero alla ricerca di un fotografo per il mio matrimonio, che avrà luogo fra meno di tre settimane.
Il suo stile attento a quei dettagli che fanno davvero la differenza mi ha subito colpita al cuore, perché è esattamente ciò che cerco quando guardo una fotografia.
Lo dico spassionatamente: non c’è una foto di Margherita che non mi emozioni. Potevo quindi lasciarmi scappare l’occasione di una sua intervista per questa rubrica? Certamente no! Ed ecco qui la sua storia.
No, non sarà lei la fotografa del mio matrimonio, ma spero che riusciremo a trovare presto altre occasioni per incontrarci di persona.
Buona lettura!!

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Margherita, in cosa consiste il tuo lavoro?
Sono una fotografa ritrattista e mi occupo principalmente di matrimoni. Il mio obiettivo è sempre quello di rappresentare in maniera fedele e genuina le emozioni del momento, trasmetterle a chi le ha vissute attraverso immagini naturali e spontanee. Amo il reportage ma anche la fotografia d’autore: alle mie coppie di sposi lascio la massima libertà nelle pose e nei gesti, voglio che siano se stessi e che si riconoscano negli scatti, ma li aiuto a trovare la giusta armonia e la luce migliore con cui ritrarli.
Come è iniziata questa avventura e come sei arrivata fino a qui?
Stavo frequentando il terzo anno di università, quando ho deciso di iscrivermi ad un corso di fotografia, per curiosità. Prima di allora, non avevo mai preso in considerazione l’idea di avvicinarmici. Invece, mi ha davvero aperto un mondo nuovo: ho visto che riuscivo, mi piaceva e, da quel momento, ho iniziato a portarmi sempre dietro la macchina fotografica (una Nikon D90). Lasciare i percorsi intrapresi non fa parte del mio carattere, quindi ho terminato gli studi in Architettura ma, appena conseguita la laurea, ho messo da parte questa carriera mai iniziata per dedicarmi completamente alla fotografia. La prima grande palestra sono state le amiche, poi le amiche delle amiche, e poi i clienti veri e propri. Mi accorgevo che mi piaceva moltissimo cercare la giusta location, valorizzare abiti e trucco per rendere al meglio l’essenza di chi stavo fotografando. Succedeva nella primavera del 2011, e ad ottobre ho deciso che questa sarebbe stata la mia strada, così ho aperto la partita iva. Da lì, ci sono stati momenti professionalmente più o meno felici: ho lavorato moltissimo sul ritratto – le maternità, le famiglie, i bimbi – ma anche nel settore moda. Però è la wedding photography il mio vero core business: il settore dei matrimoni offre opportunità e traguardi che prima non conoscevo, e sta assumendo connotati sempre più rilevanti rispetto al classico cui siamo abituati. Oggi posso dire di non fare più tutto quello che mi capita, ho creato il mio business e gli ho dato un volto: il wedding e tutto ciò che gli ruota attorno.
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Il tuo lavoro in tre aggettivi.
Dinamico: non mi annoio, perché raramente ho una settimana uguale all’altra. Stancante: in alta stagione non ci si riposa e nei week end si lavora più che nel resto della settimana. Profondamente gratificante: chi mi sceglie vuole il mio stile, e il riscontro di un cliente soddisfatto è ciò che più mi appaga.
Cosa, più di tutto, ti gratifica?
La responsabilità del mio lavoro. Non salvo vite e probabilmente il mio settore è percepito come estremamente futile, ma non va dimenticato che noi fotografi lavoriamo con i sentimenti altrui, e dobbiamo essere bravi a renderli al meglio. Quello del matrimonio è un giorno importante per la coppia che lo vive, e noi dobbiamo descriverlo con l’attenzione che merita.
Cosa ti ha spinta ad intraprendere questa avventura?
È stato un salto nel buio, e non avere nulla da perdere è stato certamente un elemento a mio favore. Poi, volevo provarci! Sono molto cocciuta e determinata, e mai avrei accettato di non darmi un’opportunità. Ho deciso che sarei diventata una professionista o, in caso contrario, avrei lasciato perdere.
Quali difficoltà hai incontrato all’inizio e come le hai superate?
Quando ho iniziato a lavorare, in primavera, realizzavo book e servizi fotografici per aziende, prevalentemente all’aria aperta. Lavoravo molto, così ho deciso di aprire la partita iva. Ma l’ho fatto in autunno, e non avevo considerato che in questa stagione il numero di richieste di foto in esterna cala drasticamente, quindi mi sono ritrovata con una partita iva appena aperta e pochissime richieste di lavoro. Ma non mi sono persa d’animo: ho faticato molto per farmi conoscere e, con molta tenacia e perseveranza, nel giro di poco tempo ho raggiunto un minimo di lavori sotto i quali non sono più scesa.
Quale grande obiettivo hai raggiunto e come lo hai ottenuto?
Riuscire ad aprire un mio studio, nel 2014. Lo condivido assieme ad Alice, “la mia metà lavorativa” ed assieme siamo le Officine Biancospino: non condividiamo solo gli spazi ma anche molti progetti fotografici per professionisti. Dopo un periodo di tempo trascorso lavorando da casa ho sentito l’esigenza di avere uno spazio professionale (è stato bello, ma vivevo in un monolocale con cucina a vista ed il letto a pochi metri!). Sognavamo un grande ufficio in via Garibaldi e, invece, abbiamo scelto una piccola mansarda. All’inizio poteva sembrare un punto debole, poi è diventata il nostro tratto distintivo, un vero e proprio slogan, senza che quasi ce ne rendessimo conto!
E l’errore più grande? Come l’hai superato e cosa hai imparato?
Ho sempre avuto paura dei cambiamenti; se vedo che una cosa funziona bene tendo a non mollarla più. Invece bisogna continuamente rimettersi in gioco, e provare. Un esempio? All’inizio tendevo a fare tutto ciò che mi veniva richiesto. Capita a molti, per mille motivi e paure, certamente legittimi. Con il tempo, invece, ho imparato a fare solo ciò che mi rispecchia davvero.
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Che consiglio dai a chi vorrebbe intraprendere la tua stessa professione?
Avere tanta pazienza ed essere molto perseveranti; i risultati non arrivano subito e servono molti sacrifici. Inoltre, non bisogna avere la presunzione di farcela senza dover rinunciare ad altro. Nel mio caso, ho rinunciato al tempo libero.
Come ti vedi tra cinque anni?
Su questo binario, un po’ più stanca ma anche più sicura. Magari lavorerò in un altro studio e vivrò in un’altra casa, ma mi immagino comunque a fare le stesse cose con la stessa voglia che ho ora, ed anche con più esperienza.
Hai rinunciato a qualcosa per il lavoro?
Al tempo per me e al riposo. Da maggio a settembre non ho un week end libero. Il mio compagno è bravissimo a non farmelo pesare, e questo mi fa affrontare tutto con più serenità.
E per la famiglia?
Due anni fa abbiamo fatto un viaggio di due settimane in macchina in Svezia. Era agosto e ho dovuto rinunciare a due matrimoni, ma è stata una scelta che rifarei subito!
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Avere successo è…
Fare un lavoro che ami, indipendentemente dal guadagno, e che ti dia motivazioni e gratificazioni.
Mettersi in gioco è…
Essere pronti a cambiare idea su se stessi e sulle proprie convinzioni. Ribaltare i propri credo ed avere il coraggio di saltare nel buio.
Oggi, cosa diresti alla Margherita di 20 anni?
Di stare tranquilla, perché nella vita nessuna scelta è mai definitiva.
E a una giovane donna di 20 anni?
Prova e fai ciò che senti di voler fare. Magari capirai che non è quello che davvero vuoi dalla vita, e proprio per questo ti sarà servito. La propria strada, alla fine, si trova; anche facendo scelte sbagliate o intraprendendo studi che non convincono del tutto: sono percorsi che ti portano a capire chi davvero sei, esperienze che ti aiuteranno a costruire ciò che vuoi diventare.
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IDENTIKIT: Margherita Calati

  • Luogo di nascita: Ivrea
  • Classe: 1986
  • Segno zodiacale: Ariete
  • Tre aggettivi che ti rappresentano: Testarda, perfezionista, emotiva
  • La citazione che ti rappresenta: Every accomplishment begins with the decision to try.
  • Il miglior consiglio ricevuto: Me lo ha scritto mio padre in una lettera che mi ha regalato assieme ad una moneta da 1 euro, il giorno della mia laurea. Diceva di provare a fare tutto quello che volevo, di non precludermi nulla.
  • Il libro importante: “Il vecchio e il mare” di Hemingway.
  • La coccola irrinunciabile: Dopo il lavoro, scarico la tensione facendo lunghe camminate con il mio compagno. Mi rigenerano e mi fanno stare molto bene.
  • Una donna con cui vorresti andare a cena e perché: La Pina. È intelligente, impegnata e simpatica. Non punta tutto sull’aspetto ma valorizza le proprie doti. In una parola, è completa.

Photo credits: Officine Biancospino.

Licenza Creative Commons
Quest’opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 3.0 Unported.

Valentina Crociani

Wedding blogger e giornalista. Celebro storie belle e condivido ispirazioni su matrimoni e lifestyle.

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